Test Ride Moto Guzzi V7 II

La Moto Guzzi ha presentato, in occasione dell’ultima edizione dell’EICMA2014, la nuova V7 II, seconda (meglio dire terza) generazione del modello di punta della casa di Mandello.

Durante il Meeting Nazionale dei Club Moto Guzzi, che si è svolto a Chieti, il Gruppo Piaggio ha messo a disposizione dei partecipanti e curiosi la nuova gamma dei V7 II: Stone, Special, Racer.

Noi del V7 Touring Club le abbiamo provate per voi.

La Stone contraddistinta dai cerchi in lega e dai colori piuttosto sobri, la Special presentata nella nuova colorazione grigio/nero e blu/bianco e infine la ormai affermatissima Racer dotata sin da subito di semimanubri e pedane arretrate.

Rispetto alla precedente versione, questa nuova V7, è stata dotata di un nuovo cambio a sei marce, ABS e controllo di trazione. Punti a favore della sicurezza, della godibilità e dei bassi consumi, utili per avvicinare i neofiti.

Le modifiche hanno riguardato anche il telaio, il quale, per permettere l’alloggiamento del nuovo cambio è stato allungato verso il basso, avendo come conseguenza la posizione delle pedane ribassata rispetto ai precedenti modelli di circa due centimetri.

Salendo in sella si nota subito che la posizione assunta dalle ginocchia del pilota è più distesa rispetto al precedente modello, chi si avvicina al metro e ottanta riesce con più facilità ad abbracciare il serbatoio con le gambe, senza andare a toccare le pance laterali dello stesso.

Accendendo il motore e ingranando la prima velocità si nota subito il cambio più preciso e sicuro. In strada se ne ha la conferma: rispetto al precedente modello gli innesti sono molto più precisi e veloci, le marce entrano senza esitazione e senza richiedere ulteriori colpi col collo del piede.

La sesta è utile soprattutto nelle andature extraurbane e autostradali; il V7 ha la coppia ad un regime abbastanza basso rispetto alla concorrenza e in città ci si muove tranquillamente. Avevamo riscontrato, però, che in quinta a velocità autostradale il motore girava abbastanza alto, con l’adozione della sesta si abbassa il regime di giri e di conseguenza si riducono i consumi.

L’ABS e il controllo di trazione non sono assolutamente invasivi, su una moto da 48cv raramente vedremo accendersi le due spie arancioni poste vicino al blocchetto d’accensione.

La frenata sia sull’anteriore che sul posteriore sembra essere migliorata, c’è la sicurezza che l’anteriore non si bloccherà mai, ma è altrettanto impossibile bloccare la ruota posteriore.

Nonostante abbiamo cercato di esasperare, per quanto possibile, le moto affinché questi controlli entrassero in funzione il MGCT(Moto Guzzi Controllo Trazione) è entrato in funzione una sola volta, sulla Racer, e si è comportato da correttore di coppia, aiutando la moto ad uscire da una curva con una marcia sbagliata.

Sicuramente i 48cv della moto con questi due implementi elettronici saranno più facili da gestire in situazioni difficili come il bagnato o il pavé delle grandi città.

Invariata, invece, la ciclistica che come nei precedenti modelli ha qualche imperfezione, sia per quanto riguarda l’anteriore, sia per la coppia di ammortizzatori posteriori. La forcella tende ad essere ancora eccessivamente morbida: in frenata si scende molto rapidamente e nei cambi di direzione repentini l’anteriore tende a sollevarsi, il posteriore è ancora troppo rigido e chi userà la moto per viaggiare, soprattutto in coppia, si troverà costretto a sostituire gli ammortizzatori.

I consumi sono rimasti pressoché invariati, ricordando sempre che sono una questione soggettiva, con un V7 si percorrono circa 24 chilometri con un litro in un percorso misto.

La nuova V7 porta con se oltre ad innovazioni meccaniche e di sistemi di sicurezza anche una novità del marchio ovvero la totale personalizzazione della moto; è infatti possibile, al momento dell’ordine, scegliere tra una vasta gamma di accessori come personalizzare la propria moto. Prendendo spunto dagli appassionati che in passato hanno personalizzato le proprie V7, la casa di Mandello propone ai nuovi clienti parafanghi, selle, sistemi di scarico, ammortizzatori e addirittura quattro kit (Dapper, Dark Rider, Scrambler e Legend)completi per customizzare la moto.

Alessandro
Federico
Roberto
Nico